RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 9. L’interno della chiesa di Rennes-le-Château: il pulpito, l’altare, le vetrate e le “pommes bleues”

Il 14 ottobre del 1891 riprendono i lavori nella chiesa di Rennes-le-Château e una settimana dopo, il 20 ottobre, il parroco Saunière acquista dalla Manifattura Giscard di Toulouse il nuovo pulpito e un bassorilievo triangolare da installare sopra l’ingresso della chiesa.

Il nuovo pulpito acquistato dal parroco Saunière alla Manifattura Giscard di Toulouse (Foto dell’autore)
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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 8. L’esterno della chiesa di Rennes-le-Château e l’iscrizione “Terribilis est locus iste”

Dal 4 al 20 dicembre 1891 Saunière, parroco di Rennes-le-Château, si dedica all’installazione del bassorilievo sopra la porta di ingresso della chiesa del paese, sormontato da un tetto color giallo canarino; sulla chiave di volta oggi si trova il simbolo del Sacro Cuore, ma all’epoca di Saunière compariva una conchiglia.

Il bassorilievo sopra la porta di ingresso della chiesa di Rennes-le-Château (Foto dell’autore)
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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 7. L’anomala simbologia della chiesa di Rennes-le-Château

La chiesa di Rennes-le-Château dedicata a Maria Maddalena è posta nella parte alta del paese.

Il bellissimo panorama da Rennes-le-Château, ubicato sulla cima di una collina affacciata sui Pirenei (Foto dell’autore)
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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 6. I ritrovamenti di Saunière: la tomba della marchesa Marie de Nègre d’Ablès, ultima signora di Rennes-le-Château

Il parroco Berénger Saunière aveva iniziato nel 1891 anche una serie di lavori di pulizia nel cimitero attiguo alla chiesa di Rennes-le-Château. Queste attività furono probabilmente un normale lavoro di sistemazione dell’antico camposanto, che versava da molti anni in uno stato indecente. Sappiamo che all’epoca il cimitero si trovava in uno stato di crescente abbandono: un documento del 1876 attestava la presenza di molte ossa sparse su tutto il terreno, a vista. E Saunière si diede da fare  per rendere il cimitero un luogo di sepoltura degno.

Il piccolo cimitero attiguo alla chiesa di Rennes-le-Château.
Fonte foto: “Guida storica – I lavori nel cimitero (1895)”, di Mariano Tomatis, in http://www.renneslechateau.it.
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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 5. I ritrovamenti di Saunière all’interno della chiesa: la scoperta di una tomba

Saunière continua con i lavori di restauro all’interno della chiesa di Maria Maddalena a Rennes-le-Château. Dalle precise annotazioni lasciate dal parroco nel suo diario, sappiamo che il 21 settembre 1891, mentre proseguivano i lavori, scopre un sepolcro importante nella chiesa (découverte d’un tombeau), probabilmente grazie ad una serie di scavi. Il 21 settembre, giorno della scoperta, i muratori erano in procinto di installare il nuovo pulpito al posto dell’altare della Vergine ed è quindi molto probabile che il ritrovamento avvenne proprio in quel punto, accanto alla parete nord della chiesa, davanti al sito in cui sorgeva il vecchio altare dedicato alla Vergine, che da un lato si trovava fissato al muro e che, forse, nascondeva l’accesso alla cripta.

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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 4. I ritrovamenti di Saunière all’interno della chiesa: la Dalle des Chevaliers

Abbiamo lasciato, nell’articolo precedente, il parroco di Rennes-le-Château, Saunière, alle prese con i lavori di restauro effettuati nella chiesa di Santa Maria Maddalena e abbiamo anche detto che all’interno del pilastro scolpito che sorreggeva il vecchio altare, trovò due o tre cilindri di legno che contenevano “forse” quattro o cinque pergamene.

Ma non furono questi gli unici ritrovamenti “misteriosi” fatti da Saunière che andranno a formare i tasselli della mitologia di Rennes-le-Château.

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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 3. I ritrovamenti di Saunière all’interno della chiesa: le misteriose pergamene

Nell’articolo precedente abbiamo visto che Béranger Saunière, divenuto parroco del piccolo paese di Rennes-le-Château, nel giugno del 1887 inizia i primi lavori di restauro nella chiesa di Santa Maria Maddalena con le riparazioni più urgenti, lavori che proseguiranno per diversi anni. Ed è nel corso di questi lavori che il sacerdote avrebbe fatto diverse scoperte.

All’inizio del IX secolo fu costruita una roccaforte sulla sommità della collina, dove oggi si trovano gli edifici di Béranger Saunière. Adiacente al fortino si trovava una cappella, che nel corso degli anni diventerà l’attuale chiesa di Santa Maria Maddalena. Pannello didascalico nel Musée Domaine de l’Abbé Saunière a Rennes-le-Château, a cura di Mariano Tomatis. (Foto dell’autore)

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RENNES-LE-CHÂTEAU: LA COSTRUZIONE DEL MITO 2. La “strana” vita di Bérenger Saunière

Nell’articolo precedente abbiamo detto che per capire l’intricata storia di Rennes-le-Château dobbiamo partire da un uomo. Si tratta di Bérenger Saunière che nasce nel 1852 in un piccolo paese nella regione dell’Aude, Montazels, poco distante da Rennes-le-Château.

La famiglia Saunière. Joseph Saunière, padre di Bérenger, amministrava i terreni del castello di Montazels ed era sindaco del villaggio.
Pannello didascalico nel Musée Domaine de l’Abbé Saunière a Rennes-le-Château, a cura di Mariano Tomatis. (Foto dell’autore)

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La Napoli “bella”: Don Antonio Loffredo, i ragazzi del Rione Sanità e la Cooperativa La Paranza

Questa è la Napoli che mi piace, questa è la Chiesa che mi piace e questi sono i progetti e le iniziative che mi piacerebbe vedere sviluppare e crescere anche nella mia città dove vivo e lavoro, Roma.

Domenica 18 Novembre ho organizzato per i miei clienti un tour a Napoli, una città incredibilmente bella e affascinante.

Ho scelto un itinerario un po’ meno noto nel Rione Sanità. Il tour comprendeva, tra i vari luoghi che abbiamo visitato,  il Cimitero delle Fontanelle e due interessantissimi  siti ipogei che si trovano nel Rione Sanità: le Catacombe di San Gennaro e le Catacombe di San Gaudioso, aperte al pubblico da non molto, grazie all’iniziativa del parroco del Rione e alla forza di volontà dei ragazzi della Sanità.

Le bellissime Catacombe di San Gennaro (Foto dell’autore)

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LA PERLA DI VILLA TORLONIA: LA SERRA E LA TORRE MORESCA, UN “GIOIELLO IN GABBIA”

Il complesso della Serra e Torre Moresca, capolavoro ottocentesco  dell’architetto Giuseppe Jappelli edificate tra il 1839 e il 1840,  è tra i più stupefacenti di Villa Torlonia su Via Nomentana.

Un tripudio di stucchi e di pietra intagliata, vetri policromi, rosoni a stella, un trionfo di decorazioni in azzurro, in giallo, in ocra con ornamenti arabeggianti tratti dalla Moschea di Cordova e dall’Alhambra di Granada, con attorno una vegetazione di palme e agavi a sottolineare l’esoticità del luogo.Il carattere innovativo della Serra era soprattutto nella tecnica costruttiva con l’utilizzo di materiali nuovi come la ghisa e il vetro.

Il prospetto principale è composto da sette scomparti con graffiti moreschi. Tutti gli scomparti erano scanditi da grandi finestre in ghisa decorate con vetri policromi sormontate da colonne esagonali in ghisa.

L’interno era decorato di specchi che moltiplicavano lo spazio della sala, adibita a serra per piante esotiche e rare ma usata anche per le feste. C’era infatti anche un pannello mobile che nascondeva un vano dove poteva trovare posto un’orchestra.

 

Addossata alla struttura della Serra si trova la Torre moresca composta da tre ambienti scalati.

La stanza più interessante era la Sala da pranzo con ricchissime decorazioni moresche, con stucchi d’oro e d’argento su fondi cremisi e blu oltremare e vetri multicolori. Nel centro della stanza era posto un divano tondo che, attraverso un meccanismo escogitato da Jappelli, si trasformava ruotando su se stesso  e incassandosi nella volta, in un baldacchino, mentre dalla sottostante cucina saliva una tavola imbandita.

La fragilità dei suoi elementi, tra cui il vetro, ne ha segnato il rapido degrado e il complesso fino a pochi anni fa versava in un desolante stato di abbandono, appena visibile tra la vegetazione spontanea che lo aveva completamente invaso ed inglobato.

Ingenti erano i danni e, solo per citarne qualcuno, nella serra era crollato il tetto, erano  completamente andate distrutte le vetrate colorate, su uno dei muri era addirittura cresciuto un cipresso e in tutti gli ambienti, graffiti e murales coprivano ciò che le intemperie avevano risparmiato delle decorazioni pittoriche delle pareti.

Lungo e complesso è stato il lavoro di restauro iniziato nel 2007 e ultimato nel 2012. L’edificio della Serra era ormai ridotto ad uno scheletro, ed è stato ricostruito a partire da disegni d’epoca per riproporre le originali decorazioni delle vetrate, con vetri soffiati a bocca per risultare trasparenti, importati da una fabbrica in Germania poiché era l’unico posto dove si potevano trovare prodotti con quelle caratteristiche.

Grazie al restauro, questo gioiello è tornato al suo antico splendore ma da allora è rimasto “in gabbia”, dato che non è ancora mai stato aperto al pubblico, poiché manca il bando per la gestione e l’utilizzo della struttura.

Nel 2014 rientrava in una serie di aree storiche da risistemare e da affidare in gestione ai privati secondo la proposta dell’allora capogruppo PD in Campidoglio. Non se ne fece nulla. E ancora oggi rimane chiusa e abbandonata.

 

* Domenica 16 Settembre 2018 dalle ore 16.30 scopriremo gli edifici e la storia di Villa Torlonia e al termine del tour degusteremo nel parco un raffinato e gustoso aperitivo preparato solo per noi 🙂

➡️ Per partecipare é obbligatoria la prenotazione inviando una una mail massimo entro Venerdì 14 Settembre a prenotazioni@vogliadiarte.com indicando i nomi e cognomi dei partecipanti, i loro indirizzi mail ed un cellulare di riferimento.

NB: Le foto del presente articolo sono tratte dal web

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