Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Dudovich decoratore d’interni: i murali in ville e abitazioni private

Insieme alle opere di committenza civile e religiosa, numerose erano anche quelle commissionate dai privati, per decorare castelli e dimore signorili. Nel secolo XIX e XX fu la ricca borghesia, una volta consolidato il suo potere, a servirsi di artisti affermati per arredare le pareti delle sue residenze.

Molte più numerose risultano, rispetto a quelle pubbliche, le commissioni ricevute da Dudovich per decorare ville e abitazioni, da parte di amici, estimatori e mecenati, spesso divenuti tali dopo lunghi anni di rapporti sociali e professionali.

Ante d’armadio dipinte da Dudovich in epoca imprecisabile, dove viene evocata una felice società bucolica. (Brescia, proprietà privata). Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
Ante d’armadio dipinte da Dudovich in epoca imprecisabile, dove viene evocata una felice società bucolica. (Brescia, proprietà privata). Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

La straordinaria e imprevedibile vena creativa di Dudovich si rivelò in opere murali in case e ville dell’aerea lombarda. Le abitazioni erano di proprietà di famiglie quali i Borletti ed i Brustio, i cui nomi erano entrambi legati al grande magazzino milanese della Rinascente, per la quale Dudovich realizzò numerosissimi manifesti tra il 1920 e il 1956. E secondo la testimonianza di Marisa Cattani, Dudovich avrebbe realizzato anche un dipinto murale in una parete nel piano terreno del palazzo della Rinascente in piazza Duomo a Milano, del quale non si è riusciti a trovare alcuna riproduzione. Va ricordato che il palazzo, distrutto nel 1943 durante i bombardamenti, fu ricostruito dopo la guerra.

I Brustio erano collezionisti soprattutto di cartelloni e di ritratti di Dudovich. Umberto Brustio dal 1919 fu il consigliere delegato e direttore generale della Rinascente, di cui poi sarà presidente, che per decenni aveva affidato a Dudovich le campagne promozionali della Rinascente. All’artista affidò anche la decorazione delle loro case, tra cui Casa San Giovanni a Portofino (venduta dai Brustio già nel 1945), Villa Cassinella sul lago di Como e Villa Macallé a Guello (Bellagio) sempre sul lago di Como.

Queste decorazioni sono una sorta di “evasione” che si concede il pittore, per immergersi in mondi bucolici e fiabeschi che hanno una levità rococò alla Fragonard o Boucher.

Nella decorazione, che tuttora ricopre tutte e quattro le pareti di un salottino di Villa Macallè (e ringrazio il dott. Ludovico Brustio di Venadio per le notizie su Villa Macallé), si susseguono scene di vita contemporanea che presentano un passatempo già allora molto in voga. Le pareti sono rallegrate da numerosi personaggi, i padroni di casa e i loro ospiti, raffigurati mentre si dilettano nel gioco del golf e si riposano con un pic-nic. Le scene sono realisticamente ambientate nel paesaggio in cui si trova la villa: è rappresentato il golf di Menaggio, fondato nei primi del ‘900 da un benestante britannico sul lago di Como. Il murale è firmato e datato 1930.

Per quanto riguarda le decorazioni murali che l’artista avrebbe eseguito a Villa Cassinella, secondo la testimonianza della sig.ra Silvia Orsi Brustio non sono presenti opere dell’artista triestino.

In una “Casa Borletti” a Milano (verosimilmente l’omonima Villa, ampliata e ristrutturata dall’architetto Ignazio Gardella nel 1935-’36) c’erano delle decorazioni a carattere bucolico dal sapore squisitamente settecentesco, che ricorda Jean-Honoré Fragonard.

M. Dudovich, Decorazioni murali, 1935-36 ca. Fotografie d’epoca, particolari. Casa Borletti, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazioni murali, 1935-36 ca. Fotografie d’epoca, particolari. Casa Borletti, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazioni murali, 1935-36 ca. Fotografie d’epoca, particolari. Casa Borletti, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazioni murali, 1935-36 ca. Fotografie d’epoca, particolari. Casa Borletti, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazioni murali, 1935-36 ca. Fotografie d’epoca, particolari. Casa Borletti, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazioni murali, 1935-36 ca. Fotografie d’epoca, particolari. Casa Borletti, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

In un ex salottino di casa Covi Savazzi a Milano (ora guardaroba), già residenza milanese di Alessandrina Drudi Borsalino (in arte Gea della Garisenda), esiste un’ampia decorazione murale, realizzata su carta, che un tempo ricopriva l’intero ambiente (oggi in parte sopravvissuti e attualmente ne occupa solo la metà). L’opera è databile alla fine degli anni Venti. Il “vulcanico” Dudovich sorprende con i suoi molteplici richiami: questa volta sono i pittori della Campagna Romana di metà ‘800 a suggerire al triestino di dipingere un paesaggio pastorale con il periodico lavoro dei campi dell’Agro Romano in un tono festoso e bacchico tipico dell’austriaco Anton Romako. Un brioso corteo rientra alla fine della mietitura accompagnando il caratteristico barroccio romano a due ruote carico di grano, trainato da una coppia di buoi aggiogati.

M. Dudovich, decorazione murale a tempera su carta, 1928-29 ca. Salottino di casa Covi – Savazzi, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, decorazione murale a tempera su carta, 1928-29 ca. Salottino di casa Covi – Savazzi, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

Un gruppo precede il carro suonando vari tipi di strumenti musicali: una giovane contadina, ritratta nel suo colorato costume, suona il tamburello, strumento femminile per eccellenza, mentre un altro, in pantaloni corti e cappello di paglia, suona la zampogna; tutti calzano le ciocie. Altre due contadine, con il loro particolare copricapo a “tovaglia” bianco, portano sulla testa le anfore. Sullo sfondo si erge l’immancabile rudere.

M. Dudovich, Decorazione murale a tempera su carta, 1928-29 ca. Salottino di casa Covi – Savazzi, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazione murale a tempera su carta, 1928-29 ca. Salottino di casa Covi – Savazzi, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

Pure a Villa Piccoli (così chiamata dal nome del proprietario) a Gardone Riviera, Dudovich decorò, probabilmente nei primi Anni Trenta, alcune pareti.

M. Dudovich, Decorazione a tempera, anni Trenta, fotografia d’epoca. Visione generale Salotto di Villa Piccoli, Gardone Riviera – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazione a tempera, anni Trenta, fotografia d’epoca. Visione generale Salotto di Villa Piccoli, Gardone Riviera – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

Un serpente, avvolto ad un albero, porge la mela a una fanciulla, dai connotati moderni, che – vista di spalle e contornata da molti animali – volge lo sguardo verso una macchina sportiva, con lo sfondo del lago.

M. Dudovich, Decorazione a tempera, anni Trenta, fotografia d’epoca. Particolare Salotto di Villa Piccoli, Gardone Riviera – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazione a tempera, anni Trenta, fotografia d’epoca. Particolare Salotto di Villa Piccoli, Gardone Riviera – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

In un’altra, sotto la scritta “Ospitalità”, vi sono tre animali amichevolmente e insolitamente vicini: un topo, un gatto e un cane.

M. Dudovich, Decorazione a tempera, anni Trenta, fotografia d’epoca. Particolare Salotto di Villa Piccoli, Gardone Riviera
M. Dudovich, Decorazione a tempera, anni Trenta, fotografia d’epoca. Particolare Salotto di Villa Piccoli, Gardone Riviera

Un’altra decorazione simbolica, verosimilmente più tarda rispetto alle opere precedenti e la cui ubicazione è sconosciuta, presenta una grande figura di donna, in abiti classicheggianti, con un libro in mano, “appoggiata” a un armadio.

M. Dudovich, Decorazione murale, Fotografia d’epoca (sito sconosciuto) – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich, Decorazione murale, Fotografia d’epoca (sito sconosciuto) – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

L’immagine, che risente delle tendenze volumetriche novecentiste, è molto simile stilisticamente alle opere che nel secondo dopoguerra Resentera realizzerà nelle centrali elettriche di  Soverzene (Belluno) e Somplago (Udine).

Vai al prossimo articolo:Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Dudovich decoratore d’interni: Villa Amalia a Verucchio (I° parte)”

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BREVI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Per una bibliografia più esaustiva si rimanda alla Bibliografia, curata da me, pubblicata nel catalogo della mostra “Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

de CATERINA, Maria Alessandra, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947), tesi di laurea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore Silvia Bordini, a.a. 1999/2000

CURCI, Roberto, MASAU DAN, Maria, Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto, Milano, Edizioni Charta, 2002. (Catalogo della mostra). Testi di: Roberto Curci, Gian Luigi Falabrino, Piero Delbello, Maria Alessandra de Caterina, Lucio Scardino, Rossana Bossaglia, Anna Maria Spiazzi.

de CATERINA, Maria Alessandra, Segni moderni e sogni del passato. Dudovich muralista, pp. 52-63, in “Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto”, Milano, Edizioni Charta, 2002 (Catalogo della mostra)

CURCI, Roberto, Marcello Dudovich cartellonista, 1878-1962, Trieste, Cassa di Risparmio di Trieste, 1976

Archivio storico di Marcello Dudovich: www.marcellodudovich.it

CURCI, Roberto – DORFLES, Gillo, Marcello Dudovich 1878-1962. I cento bozzetti e manifesti per la Rinascente, Milano, Fabbri editore, 1985. (Catalogo della mostra)

“La Rinascente” Archivio: https://archives.rinascente.it

FARINA, Ferruccio, Il mare di Dudovich, vacanze e piaceri balneari nei segni del più grande cartellonista italiano, 1900-1950, Milano, Fabbri, 1991. (Catalogo della mostra)

MONTENERO, Giulio, Marcello Dudovich – Una mostra su 60 anni di manifesti al Civico Museo Revoltella di Trieste, 25 giugno-25 luglio 1962, Trieste, Comune di Trieste, 1962. (Catalogo della mostra)

GRANZOTTO, Giovanni, Marcello Dudovich, s.l. [ma Milano], Giorgio Corbelli editore, 1999

PUTTIN, Lucio – BRUNI, Barbara, Marcello Dudovich, Treviso, Museo Civico “Luigi Bailo”, 1978. (Catalogo della mostra)

PICONE PETRUSA, Maria Antonietta, I manifesti Mele, immagini aristocratiche della “belle époque” per un pubblico di Grandi Magazzini, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988 – Roma, De Luca Edizioni d’Arte S.p.A., 1988. (Catalogo della mostra)

Fondazione Emiddio Mele – I Magazzini Mele: www.fondazionemele.it

CURCI, Roberto, M. Dudovich. Corso Album, Trieste, Edizioni Lint, 1985

CURCI, Roberto, Dudovich. La poetica dell’immagine femminile, Modit, Milano, 1990 (Catalogo della mostra)

POLI, Francesco, Marcello Dudovich: disegni dagli anni venti agli anni cinquanta, Torino, La Bussola – Grafica internazionale, 1990 (Catalogo della mostra)

MOROLLI, Gabriele – FONTI, Daniela PESCE, Giuseppe, Il Palazzo dell’Aeronautica, Roma, Editalia, 1989

RESENTERA, Gian Paolo – GUARNIERI, Silvio, Walter Resentera. Retrospettiva antologica a cinque anni dalla scomparsa, Schio, Edizioni Menin, 2000

PADOVANI, Francesco, Fabbrica Birra Pedavena, 1897-1997: cent’anni di storia, Rasai di Seren del Grappa, Edizioni DBS, 1997. (Catalogo della mostra)

Tesi di Laurea su W. Resentera di: RECH, Chiara, Walter Resentera (1907 – 1995). Cartellonista, illustratore, pittore. aa. 2000/2003 e TESSARI, Michela.

Sito web su W. Resentera: www.resentera.it

Sara Accorsi, Nives Comas Casati. L’eletta signora, Ed. Cirelli & Zanirato, Ferrara, 2010

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Un commento su “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Dudovich decoratore d’interni: i murali in ville e abitazioni private”

  1. Cosi’ anche Dudovich ha contribuito a perpetuare un’antica tradizione, quella di rendere talune abitazioni piu’ accoglienti mediante raffigurazioni di vita piu’ o meno bucolica, le cui radici affondano nella storia dei tempi! Basti pensare, restando nel campo, alle tradizioni culturali classiche dell’antica Grecia, o gia’ anche ad antichi reperti in ville patrizie dell’antica Roma repubblicana, poi inperiale e post imperiale, nei secoli medievali, fino ai periodi umanistico-rinascimentali ed oltre, ricordando quanta arte e’ stata prodotta sia come architettura, scultura ed appunto pittura tra i secoli ‘600, ‘700 ed ‘800 non solo nella ns. Italia, ma in quasi tutta Europa. Purtroppo non tutto e’ sopravvissuto al tempo, come talune opere del genere pittorico-murale di Dudovich……Hai menzionato l’attivita’ pittorico-murale del Maestro a Milano per la Rinascente e di un suo probabile affresco al pian terreno poi perso sotto il bombardamento del ’43. Mi e’ venuto da pensare: chissa’ se le opere del Dudovich alla Rinascente di Milano sono state viste dai miei genitori? Perche’?, perche’ proprio in quegli anni(fine anni ’30-inizio anni ’40) mio padre, rientrato in Italia da Tripoli con la sua famigliola(mia madre berlinese, bionda con gli occhi azzurri, in vacanza a Tripoli, e la mia sorellina di 5 anni), benche’ giovanissimo era gia’ “Principe del Foro”, cioe’ poteva patrocinare sia in Cassazione che al Consiglio di Stato, ma anche davanti a tutti i Tribunali italiani ed esteri, cosicche’ si recava spesso a Milano, dove era titolare di uno studio con altri suoi collaboratori. Tu dirai…e la Rinascente cosa c’entra? Eh si, perche’ a Milano non ci andava solo, ma anche con mia madre e mia sorella(io ancora non c’ero), e mia madre amava girare per la citta’ e, mi raccontava, poi, che era assidua frequentatrice proprio della Rinascente e della Galleria(io, nel frattempo, ce l’ho messa tutta per venire al mondo e lei mi portava sempre delle grosse caramelle che comprava da ” Alemagna”). Mia madre era anche molto interessata all’arte, di qualsiasi tipo, e peccato che non sia piu’ con me(avrebbe 105 anni) perche’ le avrei chiesto subito se avesse visto le opere del Dudovich e, o se perfino lo avesse visto di persona!! Comunque, bando a questi miei ricordi personali di famiglia, tornando a Dudovich, mi sono piaciute molto le foto ritraenti le sue tempere di natura bucolica e georgica(tanto per ricordare Virgilio). Ho notato, non so se erroneamente, che le figure contadine delle sue tempere private sono alquanto lungi da quelle grassottelle e piene di salute dei pannelli fatti in occasione delle Mostre Nazionali dell’Agricoltura degli anni ’30 per l’epopea fascista. Grazioso anche il riquadro del “paradiso terrestre moderno” senza, pero’, Adamo! cosi’ come quello del cane, del gatto e del topo, che sta a significare, penso io, di una ospitalita’ aperta a tutti. Sai, a proposito dei pittori della Campagna Romana, cui si rifa’ anche il Dudovich, spesso mi e’ capitato di imbattermi nelle loro opere, durante i miei “pellegrinaggi” per il Lazio, soprattutto nelle chiese anche di campagna e non mi dispiacciono affatto, sanno un po’ di Michelangelo e dei Macchiaioli(spero di non aver detto una castroneria!). Alla prossima, ciao

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