Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Il fenomeno del muralismo negli anni Trenta: “ muri ai pittori”.

Le radici della pittura murale sono profondamente radicate in tutta la tradizione artistica italiana dal Duecento in poi: basti ricordare, tra tanti artisti, Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Michelangelo, Raffaello, Pietro da Cortona, Tiepolo.

Questo tipo di decorazione ha sempre rivestito un ruolo importante ed una funzione sociale in quanto destinato a luoghi di fruizione pubblica. Essendo quindi un mezzo di educazione sociale sia religioso (la medievale “biblia pauperum”), sia civile (come propaganda politica e come rievocazione storica), richiedeva dipinti di grandi dimensioni, chiaramente leggibili, per comunicare nel modo più immediato ed efficace.

G.A. Sartorio, Fregio del Parlamento a Roma (particolare), 1908-12
G.A. Sartorio, Fregio del Parlamento a Roma (particolare), 1908-12

Le decorazioni pittoriche destinate ad architetture, specie quelle ad affresco, in Italia non erano mai venute meno. Con il Risorgimento e l’unità nazionale poi s’incentivarono le commissioni soprattutto a Roma, in seguito alla proclamazione della città a capitale dello Stato.

Tra i molti esempi romani possiamo ricordare la decorazione della cupola del Teatro Costanzi di Roma (ora Teatro dell’Opera), ad opera di Annibale Brugnoli nel 1880, l’attività murale di Cesare Maccari, che aveva decorato le pareti di una sala del Palazzo del Senato con soggetti di storia romana (1882-88), la decorazione esterna nella Galleria Sciarra ad opera di Giuseppe Cellini (1887), l’attività di Giulio Aristide Sartorio che, ai primi del secolo, realizza delle grandi tele ad encausto per decorare il fregio nell’Aula del Parlamento (1908-12), intriso di simbolismo a carattere epico e civile e il ministero dei Lavori Pubblici dove Andrea Petroni realizza delle pitture nella sala riunioni.

G. Cellini, Decorazioni della Galleria Sciarra a Roma, particolare, 1877. Fonte: http://www.raoul-kieffer.net/it/
G. Cellini, Decorazioni della Galleria Sciarra a Roma, particolare, 1877. Fonte: http://www.raoul-kieffer.net/it/

Sempre riguardo ai ministeri ricordiamo anche le decorazioni murali realizzate nel 1928 ad opera di Antonino Calcagnadoro, Paolo Paschetto e Rodolfo Villani nel ministero della Pubblica Istruzione e, sempre nello stesso anno, quelle nel ministero della Marina di Antonino Calcagnadoro.

Rimanendo all’ambito romano, negli anni Venti vi fu una cospicua produzione murale soprattutto ad opera dei futuristi che decorarono “dancing”, inaugurati nel 1922 il primo e nel 1923 il secondo: Giacomo Balla nel 1921 decora il Bal Tik Tak; Fortunato Depero, fra il 1921 e il 1922, il Cabaret del Diavolo con interventi non solo pittorici.

M. Dudovich, Bozzetto preparatorio per studio di pubblicità FIAT su rivista editoriale, 1934, acquarello su carta , 32 x 46 cm. Archivio Centro Storico Fiat . Fonte: www.marcello dudovich.it
M. Dudovich, Bozzetto preparatorio per studio di pubblicità FIAT su rivista editoriale, 1934, acquarello su carta , 32 x 46 cm. Archivio Centro Storico Fiat . Fonte: www.marcello dudovich.it

Le grandi realizzazioni pubbliche promosse dal regime fascista offriranno agli artisti molte opportunità di muralismo. È evidente, infatti, che sarà proprio la decorazione murale, considerata la vera arte contemporanea, ad offrire agli artisti numerose possibilità di lavoro.

La rinascita della decorazione murale nel periodo tra le due guerre si deve ascrivere da una parte alla volontà di creare un’arte fascista, dall’altra alle molteplici iniziative architettoniche.

Ma è soprattutto il muralismo relativo al periodo fra le due guerre a rappresentare un fenomeno artistico particolare, esteso sia a livello nazionale sia internazionale. Basti pensare al movimento del muralismo messicano, sorto intorno al 1920 ad opera di Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros che realizzarono opere monumentali destinate al popolo e che divenne, dagli anni Trenta, un fenomeno internazionale.

In Europa il problema del muralismo interessava anche l’attività delle avanguardie come la Bauhaus in Germania.

D. Rivera, il murale al Palazzo delle Belle Arti a Città del Messico, 1934
D. Rivera, il murale al Palazzo delle Belle Arti a Città del Messico, 1934

Il 1 Gennaio 1932 compare su “Il Popolo d’Italia” il primo articolo di Mario Sironi dal titolo Pittura murale, al quale seguirà, l’11 Dicembre 1933, il Manifesto della pittura murale, pubblicato su “Colonna”, rivista milanese diretta da Alberto Savinio, firmato da Mario Sironi, Achille Funi, Massimo Campigli e Carlo Carrà.

Qui viene ribadito il concetto che La pittura murale è pittura sociale per eccellenza, in quanto opera sull’immaginazione popolare più direttamente di qualunque altra forma di pittura.

All’origine del rinnovamento della tecnica dell’affresco si ponevano, in particolare, gli affreschi aretini di Piero della Francesca e quelli di Assisi di Giotto: di questi artisti si apprezzava l’ideale di semplicità, solennità, staticità e potenza espressiva cui la pittura moderna aspirava.

Nei primi anni Trenta si ebbe una grande fioritura di opere ispirate a Piero della Francesca su pareti di luoghi collettivi come dopolavori, aule magne, case del fascio, del balilla della madre e del fanciullo. Ma, nel dibattito sulla pittura murale, che si svolge in Italia negli anni Trenta, ci si richiama anche agli affreschi di Masaccio, Paolo Uccello e Signorelli ed alle decorazioni sui cassoni e sulle predelle dei secoli passati.

In questo contesto l’arte, per Sironi, con l’ausilio di quella antica e delle esperienze delle avanguardie, si situa in un contesto di “opera d’arte totale”, dove architettura, pittura e scultura collaborano tra loro fondendosi in un progetto unico.

Per quanto riguarda gli altri due firmatari del manifesto (Campigli e Carrà), anch’essi realizzano opere murali, anche se in misura minore rispetto alla cospicua produzione di Sironi e Funi.

Cagli, che aveva esordito a Roma quale muralista fin dal 1926-27, s’inserisce nella riflessione del rilancio del muralismo con un suo articolo-manifesto dal significativo titolo Muri ai pittori pubblicato nel 1933.

È interessante notare che negli scritti dell’epoca ricorre frequentemente il termine “pittura murale” e non affresco: questo per sottolineare la problematica della tecnica in quanto si recuperano, oltre alla tecnica dell’affresco, anche quella del mosaico e della tempera.

Achille Funi, Scene della mitologia greca a romana e la dea Roma, particolare dell’affresco “Tutte le strade conducono a Roma”, 1943. EUR, Palazzo dei Congressi (Roma)
A. Funi, Scene della mitologia greca a romana e la dea Roma, particolare dell’affresco “Tutte le strade conducono a Roma”, 1943. EUR, Palazzo dei Congressi (Roma)

Nel 1928-30 Gerardo Dottori realizza delle decorazioni murali nella sala d’aspetto dell’edificio dell’idroscalo di Ostia, andate distrutte con l’intero edificio durante la seconda guerra mondiale. Le decorazioni, citate nel Manifesto dell’aeropittura futurista del 1929 come primo esempio del genere, aprirono la breve serie di committenze pubbliche agli aeropittori.

Bozzetto per la decorazione dell'idroscalo di Ostia (1928), acquerello e gouache su cartoncino, cm 53 x 85. Fonte: http://www.futur-ism.it/
G. Dottori, Bozzetto per la decorazione dell’idroscalo di Ostia (1928), acquerello e gouache su cartoncino, cm 53 x 85. Fonte: http://www.futur-ism.it/

Le opere murali si susseguono a Roma a partire dall’inizio del decennio; ricordiamo le realizzazioni per la Città Universitaria, quelle per il Foro Mussolini (oggi Italico) degli anni 1932-36 e per l’E42. Fu soprattutto il grande cantiere alle porte di Roma per l’Esposizione Universale del 1942 l’occasione espositiva che coinvolse il maggior numero di artisti nella realizzazione di decorazioni murali, molte delle quali non eseguite. Negli edifici dell’E42 gli interventi furono molto più numerosi, con mosaici, tra gli altri, di Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Gino Severini, e murali di Achille Funi, ma molti dei progetti di opere pittoriche previsti non furono mai realizzati. L’esposizione, come è noto, non poté avere luogo a causa degli eventi bellici.

M. Dudovich, Lloyd Sabaudo. Mediterraneo- New York, 1932, 54 x 35 cm. Collezione privata RT, Cesenatico ( FO). Fonte: www.marcellodudovich.it
M. Dudovich, Lloyd Sabaudo. Mediterraneo- New York, 1932, 54 x 35 cm. Collezione privata RT, Cesenatico ( FO). Fonte: www.marcellodudovich.it

La V Triennale di Milano del 1933 deve la sua notorietà all’ampiezza con cui viene presentata la proposta di una pittura murale. L’intervento pittorico a dimensione murale diventa così un grande tema nuovo per la pittura italiana ad opera di Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Massimo Campigli, Achille Funi, Gino Severini (che realizza un mosaico), Alberto Savinio, Corrado Cagli, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Mario Sironi e tanti altri. Dopo la mostra tutte le pitture su muro, ad eccezione del mosaico di Gino Severini, vengono ricoperte di bianco e quindi distrutte. Restano solo gli studi e le opere realizzate su un diverso supporto.

Le grandi opere pittoriche, realizzate in occasione della V Triennale, susciteranno vivaci polemiche ed apriranno un dibattito tra i più accesi nella vita culturale degli anni Trenta. Alcuni definirono la pittura murale come una nuova “trovata” per ottenere il successo, un effimero fenomeno di moda.

Dopo questa impresa, molti degli artisti coinvolti fecero marcia indietro, rinunciando per un po’ a questo tipo di pittura o abbandonandola del tutto: tra questi ci fu de Chirico, uno dei più criticati insieme a Campigli. Sironi invece continuerà a sviluppare la sua idea sia negli scritti sia nelle realizzazioni artistiche.

M. Dudovich, Croisières Italia- Sociètè de navigation, 1938. Manifesto litografico, 100 x 64 cm. (Stampa Off. Arti Grafiche F.lli Pirovano, Milano). Raccolta Pirovano, Segrate (Mi). Fonte: www.marcellodudovich.it
M. Dudovich, Croisières Italia- Sociètè de navigation, 1938. Manifesto litografico, 100 x 64 cm. (Stampa Off. Arti Grafiche F.lli Pirovano, Milano). Raccolta Pirovano, Segrate (Mi). Fonte: www.marcellodudovich.it

Sempre a Milano, nel 1937 Dudovich decorò la sala del bar dell’aeroporto Forlanini (edificato dal 1933 al 1937 ed intitolato a un pioniere dell’aviazione, Enrico Forlanini), con soggetti curiosamente simbolici. In una parete una figura femminile cammina dentro un cerchio di fumo lasciato dalla scia di due aerei, accanto a lei ci sono, tra altri animali, un leone e uno scorpione mentre due angioletti le sorreggono il mantello; in un’altra vi è una figura sdraiata su un letto a baldacchino che “vola” tra le nuvole, scortato sempre da due angioletti.

L’opera fu realizzata  con la collaborazione di Walter Resentera.

M. Dudovich (in collaborazione con W. Resentera), Decorazione a tempera, 1937. Fotografia d’epoca, particolare Aeroporto Forlanini, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
M. Dudovich (in collaborazione con W. Resentera), Decorazione a tempera, 1937. Fotografia d’epoca, particolare Aeroporto Forlanini, Milano – Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

Delle decorazioni realizzate al Forlanini probabilmente non rimane più nulla a causa delle continue ristrutturazioni e ampliamenti dello scalo aereo milanese.

Vai al prossimo articolo: “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Le decorazioni murali del Palazzo dell’Aeronautica  – I° parte”

 

BREVI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Per una bibliografia più esaustiva si rimanda alla Bibliografia, curata da me, pubblicata nel catalogo della mostra “Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

de CATERINA, Maria Alessandra, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947), tesi di laurea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore Silvia Bordini, a.a. 1999/2000

CURCI, Roberto, MASAU DAN, Maria, Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto, Milano, Edizioni Charta, 2002. (Catalogo della mostra). Testi di: Roberto Curci, Gian Luigi Falabrino, Piero Delbello, Maria Alessandra de Caterina, Lucio Scardino, Rossana Bossaglia, Anna Maria Spiazzi.

de CATERINA, Maria Alessandra, Segni moderni e sogni del passato. Dudovich muralista, pp. 52-63, in “Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto”, Milano, Edizioni Charta, 2002 (Catalogo della mostra)

CURCI, Roberto, Marcello Dudovich cartellonista, 1878-1962, Trieste, Cassa di Risparmio di Trieste, 1976

Archivio storico di Marcello Dudovich: www.marcellodudovich.it

CURCI, Roberto – DORFLES, Gillo, Marcello Dudovich 1878-1962. I cento bozzetti e manifesti per la Rinascente, Milano, Fabbri editore, 1985. (Catalogo della mostra)

“La Rinascente” Archivio: https://archives.rinascente.it

FARINA, Ferruccio, Il mare di Dudovich, vacanze e piaceri balneari nei segni del più grande cartellonista italiano, 1900-1950, Milano, Fabbri, 1991. (Catalogo della mostra)

MONTENERO, Giulio, Marcello Dudovich – Una mostra su 60 anni di manifesti al Civico Museo Revoltella di Trieste, 25 giugno-25 luglio 1962, Trieste, Comune di Trieste, 1962. (Catalogo della mostra)

GRANZOTTO, Giovanni, Marcello Dudovich, s.l. [ma Milano], Giorgio Corbelli editore, 1999

PUTTIN, Lucio – BRUNI, Barbara, Marcello Dudovich, Treviso, Museo Civico “Luigi Bailo”, 1978. (Catalogo della mostra)

PICONE PETRUSA, Maria Antonietta, I manifesti Mele, immagini aristocratiche della “belle époque” per un pubblico di Grandi Magazzini, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988 – Roma, De Luca Edizioni d’Arte S.p.A., 1988. (Catalogo della mostra)

Fondazione Emiddio Mele – I Magazzini Mele: www.fondazionemele.it

CURCI, Roberto, M. Dudovich. Corso Album, Trieste, Edizioni Lint, 1985

CURCI, Roberto, Dudovich. La poetica dell’immagine femminile, Modit, Milano, 1990 (Catalogo della mostra)

POLI, Francesco, Marcello Dudovich: disegni dagli anni venti agli anni cinquanta, Torino, La Bussola – Grafica internazionale, 1990 (Catalogo della mostra)

MOROLLI, Gabriele – FONTI, Daniela PESCE, Giuseppe, Il Palazzo dell’Aeronautica, Roma, Editalia, 1989

RESENTERA, Gian Paolo – GUARNIERI, Silvio, Walter Resentera. Retrospettiva antologica a cinque anni dalla scomparsa, Schio, Edizioni Menin, 2000

PADOVANI, Francesco, Fabbrica Birra Pedavena, 1897-1997: cent’anni di storia, Rasai di Seren del Grappa, Edizioni DBS, 1997. (Catalogo della mostra)

Tesi di Laurea su W. Resentera di: RECH, Chiara, Walter Resentera (1907 – 1995). Cartellonista, illustratore, pittore. aa. 2000/2003 e TESSARI, Michela.

Sito web su W. Resentera: www.resentera.it

Sara Accorsi, Nives Comas Casati. L’eletta signora, Ed. Cirelli & Zanirato, Ferrara, 2010

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3 pensieri riguardo “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Il fenomeno del muralismo negli anni Trenta: “ muri ai pittori”.”

  1. Con questo articolo sulla pittura murale, o affresco, ma anche sul mosaico e sulla tempera ti sei proprio scatenata! E’uscita fuori piu’ che mai la “maestra” , tirando fuori dal tuo magico cilindro di storia dell’arte, e sciorinandoceli, nomi e cognomi di personaggi importanti e significativi sull’argomento trattato, appartenenti a varie esperienze passate e contemporanee, ponendoli anche a confronto fra loro…. Ci hai ricordato Giotto, che porto’ alle estreme conseguenze l’arte insegnatagli da Cimabue, e dal basso medio-evo, giudicato a torto dell’oscurantismo, sei passata al primo periodo umanistico-rinascimentale con Piero della Francesca(il pittore dai colori “giustapposti” e non contrapposti), con Guidi Tommaso(detto Masaccio) e Michelangelo e Raffaello e poi al barocco Pietro da Cortona fino ad arrivare al cromatismo affascinante di un Tiepolo; per non parlare dei tanti nomi e cognomi che operarono tra le due grandi guerre, in pieno regime fascista….insomma anche questa volta il tuo articolo mi ha portato indietro nel tempo, quando sul mio banco di scuola liceale prendevo appunti durante le lezioni di storia dell’arte, pendendo dalle labbra della mia professoressa cosi’ come ora pendo dalle tue….grazie, come al solito.

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