Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. La nascita della Regia Aeronautica e il ruolo di Italo Balbo

Un’altra importante commissione pubblica, questa volta non a carattere effimero come quella di Milano, fu assegnata a Dudovich in occasione della costruzione dell’edificio del Ministero dell’Aeronautica, iniziato a Roma l’1 agosto 1929. La personalità di Italo Balbo, sottosegretario dal 6 novembre 1926 al settembre 1929 e ministro dal 12 settembre 1929 al 7 novembre del 1933, ebbe sicuramente un grande peso nell’impostazione complessiva del palazzo, inaugurato il 28 ottobre 1931, e nella scelta degli artisti chiamati a decorarlo.

Disegno di M. Dudovich per pubblicizzare un articolo intitolato Moda e aviazione, su una rivista d’epoca (1932) – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Disegno di M. Dudovich per pubblicizzare un articolo intitolato Moda e aviazione, su una rivista d’epoca (1932) – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Per capire il particolare soggetto scelto da Dudovich nei suoi murali e il ruolo che ebbe il palazzo dell’Aeronautica in quegli anni, si deve accennare alla storia della nascita della Regia Aeronautica.

In Italia l’Aeronautica era in quegli anni, come le aviazioni militari nelle altre nazioni, tranne che in Gran Bretagna, ancora sconosciuta, inesperta e senza tradizioni, relegata a rango subalterno rispetto all’Esercito e alla Marina.

Il sostegno dato dal fascismo all’Aeronautica, che si presentava come un grande simbolo di modernità e come l’arma del futuro, potente, veloce, che richiedeva coraggio, metteva in risalto i miti cari al fascismo, e fu dettato principalmente da ragioni politiche. Il fascismo infatti, nella propaganda, veniva esaltato come un movimento politico nuovo e rivoluzionario, proiettato verso il futuro. Inoltre il fascismo esaltava il coraggio, la velocità, l’eroismo e lo stesso poteva dirsi del volo.

Ecco perché l’Aeronautica fu vista come un potenziale strumento propagandistico, grazie alla sua possibilità di richiamare un grande pubblico attraverso più elementi, tra i quali il progresso tecnologico, il rifiorire del mito dell’eroe moderno, personificato dall’avventurosa figura dell’aviatore che incarnava tutte le virtù morali e fisiche, ed infine le imprese spettacolari, seguite con grande interesse dall’opinione pubblica.

Fotografia, forse scattata dallo stesso Dudovich, conservata nel suo studio milanese – Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999
Fotografia, forse scattata dallo stesso Dudovich, conservata nel suo studio milanese – Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999

L’Aeronautica si caratterizzò come “arma fascistissima”, “pupilla del regime”, “ala fascista” sin dagli anni Venti e divenne “fascistissima” perché meglio delle altre poteva dare un forte contributo all’affermazione del regime e, al tempo stesso, poteva rivendicare la sua pari dignità rispetto all’Esercito ed alla Marina.

Dal 1926 il regime si era consolidato e al vertice dell’Aeronautica occorreva una forte personalità dotata di grandi capacità organizzative e idonea ad attirare un gran consenso di pubblico: l’uomo giusto per quel momento era indubbiamente Italo Balbo, uno dei maggiori esponenti del fascismo. Grazie alla sua fama d’uomo d’azione, coraggioso e audace, era la persona più adatta per personificare le ideologie che Mussolini voleva che si riconoscessero nell’aviazione.

Italo Balbo fotografato ad Orbetello, davanti ai suoi idrovolanti il giorno prima della partenza della" Crociera del decennale" (1933). Fonte: http://www.mymilitaria.it/
Italo Balbo fotografato ad Orbetello, davanti ai suoi idrovolanti il giorno prima della partenza della” Crociera del decennale” (1933). Fonte: http://www.mymilitaria.it/

Nelle intenzioni del duce, interessato soprattutto all’utilizzazione propagandistica dell’aviazione, il fascismo e il volo dovevano essere strettamente connessi, ma è anche probabile che nella nomina di Balbo tenesse conto della sua genialità, dimostrata nell’organizzare manifestazioni e imprese capaci di colpire l’opinione pubblica. Balbo contribuì in maniera fondamentale a plasmare la nuova arma rendendola pienamente indipendente dalle altre forze e “piegandola” alla propaganda del regime. Sotto la sua guida, l’arma ebbe il momento di massimo splendore, e la notorietà di Balbo, chiamato dalle cronache del tempo il “ministro volante”, fu dovuta in gran parte al ruolo che svolse nello sviluppo dell’aviazione italiana.

Balbo fu anche il protagonista di un nuovo tipo di impresa che colpì l’immaginazione pubblica: le crociere aeree nel Mediterraneo e nell’Atlantico.

Manifesto di M. Dudovich per la “Crociera Aerea del Decennale 1933”, 140x100, (stampa IGAP, Milano)
M. Dudovich, Crociera Aerea del Decennale, 1933, 140 x 100 cm., (stampa IGAP, Milano)

Molteplici erano gli scopi di queste manifestazioni, tra i quali l’addestramento del personale ai voli di massa (erano trasvolate aeree in formazione per preparare incursioni collettive), la ricerca di successo pubblicitario per l’Aeronautica, sia a livello nazionale che internazionale e la funzione di pubblicità a favore della vendita di materiale aeronautico (e non solo), grazie alla dimostrazione pratica della qualità tecnologica raggiunta dall’industria italiana. Proprio in quegli anni, infatti, l’Italia divenne un importante paese esportatore di aerei, motori, pezzi di ricambio e paracadute in tutto il mondo. Grazie a queste imprese Balbo raggiunse il culmine della sua carriera, fu reputato uno dei più grandi aviatori dell’epoca e divenne una celebrità internazionale. Questo successo pubblicitario fruttò anche all’Aeronautica una straordinaria popolarità al punto che, nel corso degli anni Trenta, in Europa e in America agli occhi dell’opinione pubblica divenne il simbolo e la sintesi di tutte le virtù tecniche e morali della nuova Italia.

 

La costruzione del palazzo del Ministero dell’Aeronautica (1929 – 1931)

Una delle maggiori preoccupazioni di Balbo, come abbiamo visto, fu quella di creare un’Aeronautica indipendente. Non bastavano però l’addestramento del personale, il forte spirito di corpo, l’orgoglio dell’Arma inculcato nei militari, le spettacolari esibizioni aeree: un altro passo decisivo fu quello di creare, fisicamente, un luogo che, materialmente, rappresentasse tutto questo, per garantire unità ed autonomia all’Arma. Il 1 Agosto 1929 fu iniziata la costruzione e il 28 ottobre 1931 fu inaugurata la nuova sede, completa degli arredi interni. L’intento era quello di costruire un “centro Aeronautico” nella zona, allora ancora poco edificata, delimitata dal viale dell’Università, dal viale del Policlinico, dal viale Pretorio e da via dei Frentani.

Foto d’epoca, Il palazzo del ministero dell’Aeronautica (1929 – 1931). Fonte: www.difesaonline.it
Foto d’epoca, Il palazzo del ministero dell’Aeronautica (1929 – 1931). Fonte: www.difesaonline.it

Il progetto fu affidato a un giovane ingegnere sconosciuto e poco noto, Roberto Marino. Il progetto era stato dapprima affidato a due noti architetti, Armando Brasini prima e Cesare Bazzani dopo (Bazzani è l’autore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma e del palazzo del Ministero della Pubblica Istruzione), ai quali fu poi revocato l’incarico.

In sintesi, i termini che ricorrono più frequentemente nelle riviste dell’epoca e che improntano tutta la costruzione sono: modernità, novità, rapidità e velocità (assimilati alla ideologia fascista ed al carattere proprio dell’Arma) e poi funzionalità, razionalità e semplicità (riferiti alla novità dello stile moderno in un ministero, tipico della “nuova” epoca fascista).

Foto pubblicata su una rivista d’epoca (1931), L’ufficio del ministro dell’aeronautica - Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Foto pubblicata su una rivista d’epoca (1931), L’ufficio del ministro dell’aeronautica – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Una scelta, quella di affidarlo al giovane e poco conosciuto R. Marino,  non casuale: affidare il progetto a un noto architetto, non solo sarebbe stato molto più costoso, ma anche sinonimo di quello stile rinascimentale ed eclettico proprio dei ministeri edificati precedentemente. Inoltre un noto architetto avrebbe anche potuto intralciare Balbo nei suoi programmi.

Esternamente sul prospetto principale, al posto della classica quadriga, una stilizzatissima aquila fa da coronamento. R. Marino afferma che fu una sua idea. Dato che, durante la costruzione del Ministero, Balbo stava compiendo la trasvolata atlantica, Marino mise un aquila dalla forma stilizzata che riprendeva il profilo delle ali dell’S 55, l’idrovolante utilizzato per la crociera.

Foto pubblicata su una rivista d’epoca (1931), Il nuovo palazzo del ministero dell’Aeronautica il giorno dell’inaugurazione, 28 ottobre 1931 – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Foto pubblicata su una rivista d’epoca (1931), Il nuovo palazzo del ministero dell’Aeronautica il giorno dell’inaugurazione, 28 ottobre 1931 – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Il Ministero dell’Aeronautica si può considerare appartenente alla corrente architettonica dello “stile Novecento”. Prevalgono gli ideali di monumentalità, semplificazione, simmetria che, uniti all’uso delle nuove tecniche costruttive, quali il cemento armato, permettono la creazione di un linguaggio moderno. Si iniziava allora ad avere il sentore delle correnti razionaliste che erano diffuse all’estero.

E il palazzo riflette in pieno, sia esternamente ma soprattutto nell’organizzazione interna, gli intenti di Balbo e, secondo molti studiosi, le innovazioni apportate nel ministero furono suggerite a Balbo dai suoi numerosi viaggi negli Stati Uniti.

Vai al prossimo articolo: “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Le innovazioni del nuovo “Palazzo dell’Aria”

BREVI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Per una bibliografia più esaustiva si rimanda alla Bibliografia, curata da me, pubblicata nel catalogo della mostra “Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

de CATERINA, Maria Alessandra, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947), tesi di laurea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore Silvia Bordini, a.a. 1999/2000

CURCI, Roberto, MASAU DAN, Maria, Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto, Milano, Edizioni Charta, 2002. (Catalogo della mostra). Testi di: Roberto Curci, Gian Luigi Falabrino, Piero Delbello, Maria Alessandra de Caterina, Lucio Scardino, Rossana Bossaglia, Anna Maria Spiazzi.

de CATERINA, Maria Alessandra, Segni moderni e sogni del passato. Dudovich muralista, pp. 52-63, in “Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto”, Milano, Edizioni Charta, 2002 (Catalogo della mostra)

CURCI, Roberto, Marcello Dudovich cartellonista, 1878-1962, Trieste, Cassa di Risparmio di Trieste, 1976

Archivio storico di Marcello Dudovich: www.marcellodudovich.it

CURCI, Roberto – DORFLES, Gillo, Marcello Dudovich 1878-1962. I cento bozzetti e manifesti per la Rinascente, Milano, Fabbri editore, 1985. (Catalogo della mostra)

“La Rinascente” Archivio: https://archives.rinascente.it

FARINA, Ferruccio, Il mare di Dudovich, vacanze e piaceri balneari nei segni del più grande cartellonista italiano, 1900-1950, Milano, Fabbri, 1991. (Catalogo della mostra)

MONTENERO, Giulio, Marcello Dudovich – Una mostra su 60 anni di manifesti al Civico Museo Revoltella di Trieste, 25 giugno-25 luglio 1962, Trieste, Comune di Trieste, 1962. (Catalogo della mostra)

GRANZOTTO, Giovanni, Marcello Dudovich, s.l. [ma Milano], Giorgio Corbelli editore, 1999

PUTTIN, Lucio – BRUNI, Barbara, Marcello Dudovich, Treviso, Museo Civico “Luigi Bailo”, 1978. (Catalogo della mostra)

PICONE PETRUSA, Maria Antonietta, I manifesti Mele, immagini aristocratiche della “belle époque” per un pubblico di Grandi Magazzini, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988 – Roma, De Luca Edizioni d’Arte S.p.A., 1988. (Catalogo della mostra)

Fondazione Emiddio Mele – I Magazzini Mele: www.fondazionemele.it

CURCI, Roberto, M. Dudovich. Corso Album, Trieste, Edizioni Lint, 1985

CURCI, Roberto, Dudovich. La poetica dell’immagine femminile, Modit, Milano, 1990 (Catalogo della mostra)

POLI, Francesco, Marcello Dudovich: disegni dagli anni venti agli anni cinquanta, Torino, La Bussola – Grafica internazionale, 1990 (Catalogo della mostra)

MOROLLI, Gabriele – FONTI, Daniela PESCE, Giuseppe, Il Palazzo dell’Aeronautica, Roma, Editalia, 1989

RESENTERA, Gian Paolo – GUARNIERI, Silvio, Walter Resentera. Retrospettiva antologica a cinque anni dalla scomparsa, Schio, Edizioni Menin, 2000

PADOVANI, Francesco, Fabbrica Birra Pedavena, 1897-1997: cent’anni di storia, Rasai di Seren del Grappa, Edizioni DBS, 1997. (Catalogo della mostra)

Tesi di Laurea su W. Resentera di: RECH, Chiara, Walter Resentera (1907 – 1995). Cartellonista, illustratore, pittore. aa. 2000/2003 e TESSARI, Michela.

Sito web su W. Resentera: www.resentera.it

Sara Accorsi, Nives Comas Casati. L’eletta signora, Ed. Cirelli & Zanirato, Ferrara, 2010

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