Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Le Biennali di Venezia del 1920 e del 1922

Dudovich sarà ammesso alla XII e alla XIII edizione della Biennale di Venezia. Per l’edizione del 1920 presenta un olio intitolato La signorina dalla veletta. I pareri dei contemporanei sul quadro, come anche per quello presentato nell’edizione successiva del 1922, sono abbastanza unanimi nell’avvicinarlo allo stile dei suoi cartelloni contemporanei.

Il quadro presenta una figura femminile intera, con il braccio sinistro appoggiato al fianco e l’altro disteso lungo il busto, con il viso rivolto di lato. In altre sue opere (cartelloni e illustrazioni) si ripresenterà la medesima posa.

Marcello Dudovich, La signorina dalla veletta, 1919-1920, olio su tela, 200 x 130 cm. Proprietà privata, Brescia. Esposto alla XII Biennale di Venezia, 1920
Marcello Dudovich, La signorina dalla veletta, 1919-1920, olio su tela, 200 x 130 cm. Proprietà privata, Brescia. Esposto alla XII Biennale di Venezia, 1920

Il quadro esposto alla Biennale si avvicina senz’altro ai suoi cartelloni e alle illustrazioni sulle riviste di quegli anni. Ma questa è una caratteristica che rimarrà peculiare durante tutta la sua produzione, riscontrabile anche nelle realizzazioni pittoriche di grandi dimensioni, dove lo stile si avvicina ai suoi manifesti e le pose delle figure sono ripetute nelle illustrazioni pubblicitarie e nelle riviste per le quali collabora. È, infatti, sostanzialmente impossibile scindere i due Dudovich – il pittore e il cartellonista-illustratore.

È questa, d’altra parte, una caratteristica riscontrabile anche in altre personalità del periodo, come nella produzione di Mario Sironi soprattutto degli anni Trenta, dove le stesse immagini sono riutilizzate, con qualche variante iconografica dovuta alla diversa funzione, in contesti differenti.

Copertina a colori di M. Dudovich in “La Lettura”, gennaio 1923 – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Copertina a colori di M. Dudovich in “La Lettura”, gennaio 1923 – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Negli anni Venti la produzione di Dudovich sarà rivolta principalmente al cartellonismo e all’illustrazione su giornali e riviste, disegnando copertine ed illustrando racconti e novelle. Come si già visto in un precedente articolo, nei manifesti di questo periodo lo stile di Dudovich muta nel tocco, nel cromatismo e nelle scelte tematiche. Man mano verrà meno la bidimensionalità, a favore di un recupero della plasticità, dovuto ad un nuovo interesse per la corporeità. Il tocco si è appesantito, il tratteggio è più fitto e il disegno diviene spesso e corposo. Ritroverà anche il chiaroscuro, che andrà accentuandosi col tempo, per un impiego costruttivo, mentre le figure occuperanno l’intero spazio del manifesto.

M. Dudovich, Bozzetto per moda sportiva invernale, 1925, 50 x 40 cm.. Acquarello su carta. (Collezione privata RB, Torino). Fonte: www.marcellodudovich.it
M. Dudovich, Bozzetto per moda sportiva invernale, 1925, 50 x 40 cm.. Acquarello su carta. (Collezione privata RB, Torino). Fonte: www.marcellodudovich.it

In questo acquarello come sempre è la donna al centro dell’opera, una donna elegante e sorridente, dal viso celato da una leggera veletta e protetta da un avvolgente girone di volpe. Vitino stretto e piedini affusolati come i pattini da ghiaccio che appena si intravedono. Lui come sempre in secondo piano, come una fugace comparsa maschile che poco conta .

Una caratteristica della produzione di Dudovich, riscontrabile soprattutto dagli anni Venti in poi, è il riproporre un “tipo” femminile nei cartelloni, nelle illustrazioni, nelle tempere e nelle decorazioni, variandolo leggermente in alcuni tratti.

La ‘nuova’ donna di Dudovich appare verso il 1920-’21: è bella, emancipata, disponibile, ha le labbra arricciate in un orgoglioso sorriso da vamp.

Rispetto ai manifesti ed alle illustrazioni, dove la definizione stilistica è più sommaria e dove i volti e le vesti presentano un tratto più sbrigativo, ne La signorina dalla veletta la pennellata è più minuziosa, i tratti del volto e la fattura del vestito presentano una maggiore definizione.

La salda immagine della giovane donna campeggia solitaria e conquista l’intero spazio del quadro. Questo è un dato riscontrabile nei coevi manifesti, dove Dudovich abbandona quasi del tutto le figurazioni di gruppo.

Il modello della giovane figura femminile, di chiara reminiscenza classica per la posa (basti pensare al David di Michelangelo, conservato a Firenze, Galleria dell’Accademia), ricorda anche quella dei mannequins, si avvicina soprattutto alle illustrazioni ed ai suoi cartelloni di moda, come quelli realizzati per la Rinascente.

Questi ultimi sono quasi una trasposizione delle fotografie delle modelle e dei figurini di moda che si vedevano sulle riviste, con i gesti e gli atteggiamenti tipici dell’epoca, come il modo di muovere la testa, le mani e il corpo.

M. Dudovich, La Rinascente, novità di stagione Autunno- inverno, 1928, 195 X 140 cm. (Stampa Star-IGAP, Milano). Raccolta Pirovano, Milano
M. Dudovich, La Rinascente, novità di stagione Autunno- inverno, 1928, 195 X 140 cm. (Stampa Star-IGAP, Milano). Raccolta Pirovano, Milano

L’artista, attraverso il suo spirito scrutatore, osservava attentamente e coglieva in modo efficace il carattere, lo stile di vita, e per questo non disdegnava di disegnare figurini di mode. Il raffigurare l’ambiente che frequentava, raffinato, mondano, con donne eleganti e sempre vestite all’ultima moda, era per lui una vera e propria passione, come dirà lui stesso in un’intervista rilasciata nel 1953: “Sin dal principio della mia lunga carriera – scrive Dudovich – mi sentivo attratto dalla società elegante che mi circondava, e fissavo in piccole tempere scene di salotti, corse, teatri, ritrovi che consideravo piacevoli soliloqui.”.

Verso il 1905 circa, Dudovich fu spinto a diventare disegnatore di moda dalla faentina Elisa Bucchi, per illustrare gli articoli di moda e mondanità scritti da lei, firmati con lo pseudonimo di Elisa della Castellina e pubblicati nel periodico di Ricordi “Ars et Labor” e poi nel “Resto del Carlino”.

Elisa Bucchi, la moglie di Dudovich. Fotografia dei primi anni del Novecento. (Trieste, proprietà privata). Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”
Elisa Bucchi, la moglie di Dudovich. Fotografia dei primi anni del Novecento. (Trieste, proprietà privata). Fonte: “R. Curci, Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

Dudovich la incontrò a Bologna nel 1900, in occasione del suo trasferimento presso l’editore Chappuis nel 1899. La Bucchi, che diventerà sua moglie nel 1911, diverrà anche una delle sue modelle preferite. È infatti probabile che la modella che posa per la “Signorina dalla veletta” sia proprio sua moglie.

Nella XIII edizione della Biennale di Venezia del 1922 Dudovich presenterà un ritratto, esposto nel salone internazionale

L’opera è ancora una volta, come nell’edizione precedente, paragonata dalla critica alla sua produzione di manifesti. Anche in questo quadro, come in quello del 1920, La figura femminile, che occupa l’intero spazio del quadro, è vista per intero, con il braccio sinistro appoggiato al fianco e l’altro disteso lungo il busto; unica differenza è che nell’olio del 1922 il volto è rivolto verso lo spettatore.

M. Dudovich, Ritratto di Pina Brillante, olio su tela, esposto alla XII Biennale di Venezia, 1922, foto d’epoca - Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
M. Dudovich, Ritratto di Pina Brillante, olio su tela, esposto alla XII Biennale di Venezia, 1922, foto d’epoca – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Anche Il ritratto di Pina Brillante si avvicina moltissimo alle fotografie dei servizi di moda dell’epoca. Dudovich non lavorava quasi mai a memoria, ma si serviva di modelli in carne ed ossa ed anche delle fotografie, dalle quali prendeva spunto per i suoi soggetti, e lui stesso scattava personalmente le foto. Inoltre, quando doveva effettuare lo studio di una figura, partiva sempre disegnando il corpo nudo atteggiato in varie pose per vestirlo successivamente, e spesso come modelli dal vivo utilizzava anche amiche ed amici.

La giovane donna, del quadro del 1922, è elegantemente vestita con un abito da sera a vita bassa trattenuto da una cintura di un colore diverso e più chiaro da quello dell’abito. La donna porta dei lunghi guanti e una spallina dell’abito maliziosamente le scende lungo la spalla.

Un disegno pubblicitario pubblicato su “La Lettura” del 1 settembre 1922, è molto simile al Ritratto di Pina Brillante, soprattutto nel volto.

M. Dudovich, copertina posteriore, pubblicità per Proton, a colori, in “La Lettura”, settembre 1922 – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
M. Dudovich, copertina posteriore, pubblicità per Proton, a colori, in “La Lettura”, settembre 1922”.

Inoltre, due disegni preparatori, provenienti dallo studio milanese di Marcello Dudovich, ricordano la posa di questo ritratto, presentato alla Biennale del 1922. Posa che comunque Dudovich utilizzerà più volte per immagini pubblicitarie, come si è già visto.

M. Dudovich, Studio di moda per gonna, lapis su carta, 50x34,5 cm - Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999
M. Dudovich, Studio di moda per gonna, lapis su carta, 50×34,5 cm – Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999
M. Dudovich, Studio per pubblicità, lapis su carta, 50,5x36 cm – Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999
M. Dudovich, Studio per pubblicità, lapis su carta, 50,5×36 cm – Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999

È interessante a questo punto parlare del metodo di lavoro di Dudovich. Come per i cartelloni anche per la pittura pura eseguiva vari stadi per la realizzazione dell’opera. Dallo spunto reale (o fotografico) eseguiva poi un gran numero di schizzi preparatori, sui quali poneva qualche macchia di colore per trovare il tono e stabilire la luce, e di disegni a matita, per trovare la forma, l’espressione ed il movimento spontaneo e naturale. Come si è detto, Dudovich non lavorava quasi mai a memoria, ma si serviva di modelli in carne ed ossa. E se non poteva servirsi dei modelli, utilizzava largamente le immagini fotografiche e lui stesso scattava personalmente delle foto. Il risultato ottenuto era quindi il frutto di successive elaborazioni, tendenti ad eliminare sempre più il superfluo fino a ridurlo all’essenziale. Apparentemente l’opera finita sembrava ottenuta con poco lavoro, ma non era così.

C’era dunque molto lavoro alle spalle, un lunga preparazione. Migliaia di disegni a matita o a carboncino e tante prove di colore. Poneva grande cura nella creazione delle sue opere. È Dudovich stesso a dirlo: “Credono che io non faccia fatica a preparare uno dei miei bozzetti perché lo vedono finito. Se potessi mostrare quanta carta consumo e quanti schizzi eseguo prima di giungere a quella semplicità ed a quella naturalezza che sembrano di getto, comprenderebbero che non ho scelto un soggetto semplice per scavalcar le difficoltà.” (D. Villani).

Vai al prossimo articolo: “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. La nascita della Regia Aeronautica e il ruolo di Italo Balbo”

 

BREVI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Per una bibliografia più esaustiva si rimanda alla Bibliografia, curata da me, pubblicata nel catalogo della mostra “Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

de CATERINA, Maria Alessandra, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947), tesi di laurea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore Silvia Bordini, a.a. 1999/2000

CURCI, Roberto, MASAU DAN, Maria, Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto, Milano, Edizioni Charta, 2002. (Catalogo della mostra). Testi di: Roberto Curci, Gian Luigi Falabrino, Piero Delbello, Maria Alessandra de Caterina, Lucio Scardino, Rossana Bossaglia, Anna Maria Spiazzi.

de CATERINA, Maria Alessandra, Segni moderni e sogni del passato. Dudovich muralista, pp. 52-63, in “Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto”, Milano, Edizioni Charta, 2002 (Catalogo della mostra)

CURCI, Roberto, Marcello Dudovich cartellonista, 1878-1962, Trieste, Cassa di Risparmio di Trieste, 1976

Archivio storico di Marcello Dudovich: www.marcellodudovich.it

CURCI, Roberto – DORFLES, Gillo, Marcello Dudovich 1878-1962. I cento bozzetti e manifesti per la Rinascente, Milano, Fabbri editore, 1985. (Catalogo della mostra)

“La Rinascente” Archivio: https://archives.rinascente.it

FARINA, Ferruccio, Il mare di Dudovich, vacanze e piaceri balneari nei segni del più grande cartellonista italiano, 1900-1950, Milano, Fabbri, 1991. (Catalogo della mostra)

MONTENERO, Giulio, Marcello Dudovich – Una mostra su 60 anni di manifesti al Civico Museo Revoltella di Trieste, 25 giugno-25 luglio 1962, Trieste, Comune di Trieste, 1962. (Catalogo della mostra)

GRANZOTTO, Giovanni, Marcello Dudovich, s.l. [ma Milano], Giorgio Corbelli editore, 1999

PUTTIN, Lucio – BRUNI, Barbara, Marcello Dudovich, Treviso, Museo Civico “Luigi Bailo”, 1978. (Catalogo della mostra)

PICONE PETRUSA, Maria Antonietta, I manifesti Mele, immagini aristocratiche della “belle époque” per un pubblico di Grandi Magazzini, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988 – Roma, De Luca Edizioni d’Arte S.p.A., 1988. (Catalogo della mostra)

Fondazione Emiddio Mele – I Magazzini Mele: www.fondazionemele.it

CURCI, Roberto, M. Dudovich. Corso Album, Trieste, Edizioni Lint, 1985

CURCI, Roberto, Dudovich. La poetica dell’immagine femminile, Modit, Milano, 1990 (Catalogo della mostra)

POLI, Francesco, Marcello Dudovich: disegni dagli anni venti agli anni cinquanta, Torino, La Bussola – Grafica internazionale, 1990 (Catalogo della mostra)

MOROLLI, Gabriele – FONTI, Daniela PESCE, Giuseppe, Il Palazzo dell’Aeronautica, Roma, Editalia, 1989

RESENTERA, Gian Paolo – GUARNIERI, Silvio, Walter Resentera. Retrospettiva antologica a cinque anni dalla scomparsa, Schio, Edizioni Menin, 2000

PADOVANI, Francesco, Fabbrica Birra Pedavena, 1897-1997: cent’anni di storia, Rasai di Seren del Grappa, Edizioni DBS, 1997. (Catalogo della mostra)

Tesi di Laurea su W. Resentera di: RECH, Chiara, Walter Resentera (1907 – 1995). Cartellonista, illustratore, pittore. aa. 2000/2003 e TESSARI, Michela.

Sito web su W. Resentera: www.resentera.it

Sara Accorsi, Nives Comas Casati. L’eletta signora, Ed. Cirelli & Zanirato, Ferrara, 2010

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Un commento su “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Le Biennali di Venezia del 1920 e del 1922”

  1. Questa volta hai messo piu’ in luce la tecnica e le modalita’ di costruzione delle figure e dei colori da parte di Dudovich con parole tuttosommato comprensibili, per capire io e’ tutto detto….io, che alle Medie nel disegno mi facevo aiutare da mia sorella per arrivare alla sufficienza!! Brava Maria Alessandra, come al solito….ciao alla prossima.
    Ps. mi dispiace che stai lasciando la Sardegna…ma il lavoro chiama, anche se ne sei affezionata per fortuna, cosi’ il distacco sara’ neno duro!

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