Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Le innovazioni del nuovo “Palazzo dell’Aria”

Grande fu l’ammirazione suscitata all’epoca, soprattutto per l’innovazione della sistemazione degli uffici che, sull’esempio di quelli visti da Balbo in America, furono delimitati non da pareti in muratura ma da diaframmi di legno con vetri molati, differenziandosi notevolmente dagli uffici degli altri ministeri, arredi che dal dopoguerra in poi furono rimossi.

Era, agli occhi dei contemporanei, il ministero fascista “ideale”, la rappresentazione visiva di quello che l’ideologia mussoliniana proponeva: efficienza, funzionalità, modernità, il tutto ottenuto con una estrema semplicità e con la massima rapidità. Qui si potevano incontrare la “gente dell’aria”, come venivano chiamati i suoi impiegati.

M. Dudovich, Autunno in spiaggia, Acquarello su carta, 1935, 36 x 48 cm. Archivio Arti Grafiche M.& G. Pirovano
M. Dudovich, Autunno in spiaggia, Acquarello su carta, 1935, 36 x 48 cm. Archivio Arti Grafiche M.& G. Pirovano

Erano tante le innovazioni, anche tecnologiche, che suscitarono meraviglia agli occhi dei contemporanei. Tra queste, l’impianto di posta pneumatica, lungo circa 36.000 metri, definito “una specie di “metropolitana” per documenti che accelerava il disbrigo delle pratiche collegando i vari uffici e limitando così il movimento degli impiegati. E poi un grande impianto telefonico, ed ogni impiegato era provvisto del suo. E gli ascensori, quindici in tutto, di cui quattro ad alta velocità e due elevatori del tipo pater-noster, ascensori senza porte, sempre in movimento.

Anche l’arredamento, come ci riferiscono le cronache contemporanee, era semplice, lineare,  razionale e privo di ornamenti superflui, basato sui modelli “Novecento” allora comuni.

Disegno di M. Dudovich, lapis su carta 23,5x16 cm: studio per le tempere del ministero dell’Aeronautica, firmato e datato 1932 - Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999
Disegno di M. Dudovich, lapis su carta 23,5×16 cm: studio per le tempere del ministero dell’Aeronautica, firmato e datato 1932 – Fonte: G. Granzotto, “Marcello Dudovich”, 1999

 

L’aeromensa

Ma la principale innovazione, rispetto ai ministeri di allora, fu l’orario unico. Tutti gli ufficiali, funzionari e impiegati lavoravano complessivamente sette ore: entravano in servizio alle 8.00 ed uscivano alle 15.45. Tale orario unico di lavoro, basato sullo stile americano, era una novità rispetto a quello degli altri ministeri dove gli impiegati avevano un lungo intervallo a metà giornata, e si lavorava dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Molto interessante è un articolo del 1932 in cui si decanta la bellezza dell’orario unico, visto come un elisir di giovinezza: sveglia l’impiegato di buon mattino, lo fa uscire “quando l’aria è fresca e consiglia le idee limpide e buone”; elimina il sedentarismo ed il torpore tipico della siesta pomeridiana e lascia libero l’impiegato in pieno giorno “quando la vita pulsa ancora con tutto il suo ritmo nella città e consente cento iniziative; ma soprattutto lo sveglia fisicamente e moralmente […] crea, insomma, la figura dell’impiegato nuovo, che sa il valore della sua giornata e sa mantenersi giovane anche a sessant’anni. Se tutti si abituassero a mangiare in dieci minuti, senza sigaro, senza giornale, senza poltrona, il mondo camminerebbe assai meglio, perché saprebbe sentirsi più giovane.”

Disegno di M. Dudovich per pubblicizzare un articolo intitolato Moda e aviazione, su una rivista d’epoca (1932) – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Disegno di M. Dudovich per pubblicizzare un articolo intitolato Moda e aviazione, su una rivista d’epoca (1932) – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

L’orario unico, utilizzato nel ministero dell’Aeronautica, implicava la pausa per una breve refezione dalle 12.00 alle 12.40.

Il complesso della mensa e dei servizi accessori, che occupavano più di metà del piano seminterrato, costituiva “L’Aeromensa” situata in una sala divisa in dodici grandi settori.

Fotografia pubblicata su un giornale d’epoca (1932), Una corsia della sala mensa del Ministero dell’Aeronautica – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Fotografia pubblicata su un giornale d’epoca (1932), Una corsia della sala mensa del Ministero dell’Aeronautica – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Non solo il pasto era uguale per tutti, ufficiali, sottoufficiali e personale civile di qualsiasi ruolo e gruppo, grado e categoria in servizio presso il ministero, ma tutti venivano serviti contemporaneamente. L’unica cosa che non era uguale era il pagamento poiché ognuno pagava in proporzione allo stipendio che percepiva.

La mensa, obbligatoria per tutti, entrò in funzione il 16 gennaio 1932 e serviva contemporaneamente millecento persone. Alle 12.00 precise un segnale di sirena annunciava l’ora della colazione e alle 12.40 un altro segnale di sirena richiamava gli impiegati al loro lavoro. I funzionari sceglievano il giorno prima il tipo di pasto, che era a base di carne o vegetariano e c’era anche la possibilità di richiedere un pasto “dietetico”. Il giorno successivo, prima del loro arrivo, i funzionari trovavano il loro pasto preconfezionato già pronto, custodito all’interno di speciali cassetti automaticamente aerati, posizionati sotto al tavolo.

Si pranzava a suon di musica diffusa dalla radio. La cosa singolare è che si ripeteva lo stesso brano secondo il cibo: con il bollito si accompagnava sempre la Danza delle ore, con il dentice alla livornese la Gazza ladra, con le zucchine ripiene un brano del Rigoletto, con il vitello tonnato il Va’ pensiero e con il daino, più raro e proveniente dai territori di caccia dei Savoia, la marcia trionfale dell’Aida.

Non c’erano sedie nella sala ed anche che gli ufficiali mangiavano il loro pranzo in piedi. Le sedie in realtà c’erano ma, secondo l’ottica della efficienza fascista, avrebbero dato il senso della “poltroneria” ed avrebbero cagionato un’ulteriore perdita di tempo.

Foto pubblicata su una rivista d’epoca (1932), Una parte della sala del bar, con la lunga teoria delle macchine da caffè – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 - 1947), tesi di laurea, a.a. 1999/2000”.
Foto pubblicata su una rivista d’epoca (1932), Una parte della sala del bar, con la lunga teoria delle macchine da caffè – Fonte: “M.A. de Caterina, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947)”.

Balbo durante i pasti si aggirava tra i tavoli per controllare che il pasto fosse uguale per tutti, buono e abbondante.

Alla fine della colazione il personale doveva passare nelle apposite sale per l’igiene della bocca e dopo si poteva recare nei locali del bar “per sorbire il caffè, consumare della pasticceria, fumare, trattenersi nella sala giochi”, come si legge in un documento del 1935 conservato nell’Archivio Centrale di Stato di Roma.

Vai al prossimo articolo: “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Il fenomeno del muralismo negli anni Trenta: “ muri ai pittori”.

BREVI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Per una bibliografia più esaustiva si rimanda alla Bibliografia, curata da me, pubblicata nel catalogo della mostra “Marcello Dudovich. Oltre il manifesto”

de CATERINA, Maria Alessandra, Marcello Dudovich: le decorazioni murali (1906 – 1947), tesi di laurea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore Silvia Bordini, a.a. 1999/2000

CURCI, Roberto, MASAU DAN, Maria, Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto, Milano, Edizioni Charta, 2002. (Catalogo della mostra). Testi di: Roberto Curci, Gian Luigi Falabrino, Piero Delbello, Maria Alessandra de Caterina, Lucio Scardino, Rossana Bossaglia, Anna Maria Spiazzi.

de CATERINA, Maria Alessandra, Segni moderni e sogni del passato. Dudovich muralista, pp. 52-63, in “Marcello Dudovich. Oltre il Manifesto”, Milano, Edizioni Charta, 2002 (Catalogo della mostra)

CURCI, Roberto, Marcello Dudovich cartellonista, 1878-1962, Trieste, Cassa di Risparmio di Trieste, 1976

Archivio storico di Marcello Dudovich: www.marcellodudovich.it

CURCI, Roberto – DORFLES, Gillo, Marcello Dudovich 1878-1962. I cento bozzetti e manifesti per la Rinascente, Milano, Fabbri editore, 1985. (Catalogo della mostra)

“La Rinascente” Archivio: https://archives.rinascente.it

FARINA, Ferruccio, Il mare di Dudovich, vacanze e piaceri balneari nei segni del più grande cartellonista italiano, 1900-1950, Milano, Fabbri, 1991. (Catalogo della mostra)

MONTENERO, Giulio, Marcello Dudovich – Una mostra su 60 anni di manifesti al Civico Museo Revoltella di Trieste, 25 giugno-25 luglio 1962, Trieste, Comune di Trieste, 1962. (Catalogo della mostra)

GRANZOTTO, Giovanni, Marcello Dudovich, s.l. [ma Milano], Giorgio Corbelli editore, 1999

PUTTIN, Lucio – BRUNI, Barbara, Marcello Dudovich, Treviso, Museo Civico “Luigi Bailo”, 1978. (Catalogo della mostra)

PICONE PETRUSA, Maria Antonietta, I manifesti Mele, immagini aristocratiche della “belle époque” per un pubblico di Grandi Magazzini, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988 – Roma, De Luca Edizioni d’Arte S.p.A., 1988. (Catalogo della mostra)

Fondazione Emiddio Mele – I Magazzini Mele: www.fondazionemele.it

CURCI, Roberto, M. Dudovich. Corso Album, Trieste, Edizioni Lint, 1985

CURCI, Roberto, Dudovich. La poetica dell’immagine femminile, Modit, Milano, 1990 (Catalogo della mostra)

POLI, Francesco, Marcello Dudovich: disegni dagli anni venti agli anni cinquanta, Torino, La Bussola – Grafica internazionale, 1990 (Catalogo della mostra)

MOROLLI, Gabriele – FONTI, Daniela PESCE, Giuseppe, Il Palazzo dell’Aeronautica, Roma, Editalia, 1989

RESENTERA, Gian Paolo – GUARNIERI, Silvio, Walter Resentera. Retrospettiva antologica a cinque anni dalla scomparsa, Schio, Edizioni Menin, 2000

PADOVANI, Francesco, Fabbrica Birra Pedavena, 1897-1997: cent’anni di storia, Rasai di Seren del Grappa, Edizioni DBS, 1997. (Catalogo della mostra)

Tesi di Laurea su W. Resentera di: RECH, Chiara, Walter Resentera (1907 – 1995). Cartellonista, illustratore, pittore. aa. 2000/2003 e TESSARI, Michela.

Sito web su W. Resentera: www.resentera.it

Sara Accorsi, Nives Comas Casati. L’eletta signora, Ed. Cirelli & Zanirato, Ferrara, 2010

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Un commento su “Marcello Dudovich, il pittore della vita moderna. Le innovazioni del nuovo “Palazzo dell’Aria””

  1. Certo doveva essere un corri-corri in quei 40 minuti di refezione!! Mi ha poco convinto il fatto dell’igiene orale dopo la colazione, ma che poi si poteva andare al bar e consumare caffe’ e addirittura pasticceria….la pulizia dei denti io l’avrei fatta fare alla fine di tutti i pasti! Penso che Italo Balbo, come Ministro per l’Aeronautica, sia stato un fascista veramente all’avanguardia, per aver saputo conciliare le esigenze di efficienza lavorativa e di mentalita’ squadristica con le innovazioni apportate in campo ministeriale, specie in un mondo fascista ideologicamente assai tradizionale; forse Mussolini, pur approvando le innovazioni, avra’ storto il naso al pensiero di aver dovuto copiare il sistema americano, lui cosi’ orgoglioso dell’antica civilta’ romana! Sempre grazie Maria Alessandra per il tuo impegno, ti saluto in attesa del tuo prossimo articolo.

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