Maria Mancini Colonna “l’indomabile”: la passione del Re Sole

 

Maria Mancini alla corte del più potente sovrano d’Europa, il Re di Francia Luigi XIV

Maria nacque a Roma nel 1639 e arrivò a Parigi nel 1653 con la madre e le sorelle minori Ortensia e Marianna. Aveva allora 14 anni. Era una delle nipoti del potente cardinale Giulio Mazzarino che fece la sua fortuna in Francia e per questo, insieme alla sue sorelle, ebbe l’epiteto di «mazarinettes».

Jacob Ferdinand Voet, “Ritratto di Maria Mancini come Cleopatra”, 1663-72, Staatliche Museen, Berlin

Mazzarino, che nel 1639 prese la cittadinanza francese per passare al servizio della Francia, divenne cardinale nel 1641. Fu il suo predecessore, il cardinale Richelieu, che alla sua morte nel 1642 lo raccomandò come sue successore. Il “Mazarin”, come era chiamato in Francia, continuò l’opera iniziata dal Richelieu di rafforzamento e accentramento della monarchia. Nominato primo ministro nel 1643, il Mazzarino divenne fino alla morte il regista della politica francese, sostenuto dalla regina madre Anna d’Austria.

Philippe de Champaigne, “Ritratto del cardinale Mazzarino”, Chantilly, Musée Condé
Philippe de Champaigne, “Ritratto del cardinale Mazzarino”, Chantilly, Musée Condé

Ma come fece Maria a conquistare il cuore del giovane Re Sole? Maria era ritenuta meno bella rispetto alle sue sorelle Olimpia, Marianna e soprattutto Ortensia, e per questo era stata destinata ad entrare in convento. Ma con il suo carattere fiero e deciso riuscì a scongiurare questa ipotesi. E fu proprio grazie alla sua forte e vivace personalità che conquistò il Re; accadde infatti che, nell’estate del 1658, Luigi si ammalò gravemente. Maria fu presa dalla disperazione e  rimase accanto a lui giorno e notte. Il Re, commosso per questa sua premura, si innamorò perdutamente di lei. Allora avevano lei diciannove anni e lui venti e ormai trascorrevano intere giornate insieme. La passione li coinvolse a tal punto che il loro amore divenne un affare di Stato; tra le persone che si opponevano al loro amore ci fu in particolare la regina madre, Anna d’Austria che si irritò con il Mazzarino, minacciando la sua carriera se avesse favorito il loro amore.

Charles Le Brun, “Ritratto di Luigi XIV”, Chateau de Versailles
Charles Le Brun, “Ritratto di Luigi XIV”, Chateau de Versailles

L’interesse dello Stato doveva passare davanti ai loro sentimenti: infatti erano ben quattro le principesse che pretendevano alla mano del re, tra cui Maria Teresa d’Asburgo, figlia di Filippo IV di Spagna. Questo matrimonio politico fu progettato dalla stesso Mazzarino per sancire la pace e l’alleanza tra le due più grandi monarchie dell’epoca, la Francia e la Spagna. Luigi XIV tentò inutilmente di opporsi, chiedendo al cardinale Mazzarino la mano di sua nipote, ma lui si rifiutò. Il loro era un amore impossibile. Le trattative matrimoniali erano ormai in corso e il 22 giugno 1659 i due furono separati. Maria fu allontanata da Parigi per ordine dello zio il quale, anche se all’inizio era propenso al loro amore, dovette poi sottostare alle ragioni della regina e della politica. Luigi, piangente, l’accompagnò alla carrozza che doveva portarla lontano dalla corte e soprattutto lontano dal suo cuore. Maria gli disse: “Sei il Re. Tu piangi. Ma io parto…”.

Il loro amore però non si spense nonostante il distacco, anzi, la forzata separazione lo rese ancora più forte. I due si scambiarono una fitta corrispondenza di appassionate lettere che riaccesero la speranza di Maria nei confronti dell’amore che il Re le dimostrava. Pochi mesi dopo però Anna D’Austria decise che era venuto il momento di chiudere definitivamente ogni rapporto tra i due amanti poiché tutto questo stava minacciando i delicati rapporti di pace tra la Francia e la Spagna, nonché la carriera del cardinale. Il suo matrimonio con l’Infanta di Spagna era ormai pronto ma Luigi volle rivedere, per l’ultima volta, la sua bella. Maria vide arrivare un giovane a galoppo, scendere da cavallo e correre verso di lei: era il suo Re!

Carlo Maratta, “Ritratto di Maria Mancini Colonna come Armida”, 1669 (Collezione Principi Colonna, Sala del Baldacchino - Appartamento Principessa Isabelle)
Carlo Maratta, “Ritratto di Maria Mancini Colonna come Armida”, 1669 (Palazzo Colonna, Collezione Principi Colonna. Sala del Baldacchino – Appartamento Principessa Isabelle)

Luigi XIV nel 1660 sposerà Maria Teresa e Maria rientrerà a Parigi, anche perché promessa in matrimonio al Principe Lorenzo Onofrio Colonna.

A marzo 1661 il potente cardinale Mazzarino muore, non molto rimpianto, a dir la verità, dalle sue nipoti. Il giovane Re Sole, ormai sposato con Maria Teresa d’Austria, avrebbe voluto che Maria, ancora nubile, diventasse la sua favorita ufficiale. Ma Maria si oppose. Sì, è vero, lei è ancora libera, ma Luigi non lo è più. Lei non sarà mai sua, e lui non sarò mai suo.

Il mese dopo Maria sposa il nobile romano portando con sé una ricca dote. Ma con il suo ritorno a Roma non finisce certo la sua vita “romanzesca”. Il Principe Colonna rimase piacevolmente incredulo nel trovare la sua giovane sposa ancora vergine. E d’altro canto una volta a Roma, la celebre voce popolare di Pasquino salutò le nozze principesche con questa pasquinata: “La vacca è attaccata alla colonna”, sottolineando così la cattiva opinione che gli italiani avevano delle libertà di cui godevano le donne francesi.

Eppure, nonostante il clima di casa Colonna ben più rigido rispetto a quello della corte parigina, Maria si innamorò del suo sposo. Lorenzo era un bell’uomo, giovane, prestante e vigoroso. È vero che Maria portava in dote un congruo patrimonio ma era comunque anche una donna colta, brillante e con una grande cultura. Ebbero tre figli maschi e si diceva che faceva l’amore con suo marito tre volte al giorno:  la prima volta di buon mattino, a mezzogiorno e la sera quando andavano a dormire.

In occasione della nascita del primogenito Filippo II nel 1663, Lorenzo Colonna fece realizzare, su disegno di Giovanni Paolo Schor, un letto monumentale intagliato, in legno dorato. Maria, secondo l’usanza, riceverà le numerose visite del clero e della nobiltà romana per la lieta circostanza, restando nel suo sontuoso letto. Di questo rimane solo il disegno che ci testimonia che era formato da una grande conchiglia che sembrava galleggiare in mare, con quattro cavalli marini cavalcati da sirene. Vari amorini sorreggevano un ricco tendaggio al di sopra del letto.

Giovanni Paolo Schor, “Letto monumentale per la nascita del primogenito del Connestabile Lorenzo Onofrio Colonna, Filippo (7 aprile 1663), Berlino, Kunstbibliothek
Giovanni Paolo Schor, “Letto monumentale per la nascita del primogenito del Connestabile Lorenzo Onofrio Colonna, Filippo (7 aprile 1663), Berlino, Kunstbibliothek

(fine prima parte)

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17 pensieri riguardo “Maria Mancini Colonna “l’indomabile”: la passione del Re Sole”

  1. Spartano? Il tuo blog è bellissimo anche così! Grazie Maria Alesssndra, leggendolo mi sembra di sentire la tua voce, sempre coinvolgente e appassionata come quando ci illustri le bellezze di Roma.

    1. Grazie mille Aurelia, sono contenta che hai letto il mio articolo… lunedì mattina uscirà la seconda parte 🙂 E grazie anche per il Blog! Averlo creato da sola è stato difficile, ma è stata anche una bella soddisfazione 🙂

  2. Entusiasmante questa avventura! Questa passione nella ricerca dell’arte, non solo la solita storia, ma anche aspetti sconosciuti e anche più intimi di certi personaggi, analizzati in un contesto storico e di vita a me poco conosciuti, seguirò con curiosità il resto di questa grande storia e storia dell’arte futura. Viva la ricerca del bello! Grazie.

  3. Solo oggi ho letto la prima parte del tuo iniziale articolo sulla Maria Mancini Colonna. Storia davvero triste e commovente. Del resto storie come questa erano abbastanza frequenti al tempo delle grandi monarchie assolute ed illuminate per le famose “ragion di Stato,,. Vorrei, pero’, aggiungere che il buon Luigi XIV, capo del ramo primogenito dei Borboni, non fu solo accentratore di poteri(L’etat c’est moi), ma anche di donne! Alla sua corte di Versailles aveva riunito il fior fiore della nobilta’ francese e di donne belle ne aveva da scegliere!(la moglie Maria Teresa d’Austria gli servi’ solo per scopi politici nazionali ed ancor piu’ internazionali). Cosicche’ il ns. Luigi, anziche’ rinchiudersi nel proprio dolore per la perdita della sua adorata Maria Mancini Colonna, cosi’ come chiodo schiaccia chiodo, si consolo’ con le piu’ belle dame di corte ed ebbe quattro celebri favorite: Lavalliere(4 figli), Montespan(6 figli), Scorailles(Fontanges) e Maintenon, che sposo’ morganaticamente. Ho desiderato aggiungere queste cose non per te, che senzameno le sai, ma per coloro che, amanti di intrighi di corte,potrebbero non saperle. Ti saluto e ti ringrazio ancora per la storia proposta ed alla prossima del tuo promettente blog!

    1. Grazie Agostino per queste tue aggiunte! Sì, infatti è così, il Re Sole ebbe decisamente molte amanti oltre a Maria Mancini, ma io non ne ho parlato (e non ne parlerò anche nel seguito dell’articolo che pubblicherò nella prossima settimana) perché mi interessava concentrare l’attenzione su Maria Mancini e il suo legame con Palazzo Colonna. Il Re Sole e le sue amanti, o favorite che dir si voglia, è un’altra storia e sarebbe stato anche un altro articolo 🙂
      Grazie per questa tua riflessione.

  4. Grazie, articolo stupendo, hai cominciato con un periodo storico tra i miei preferiti! Belle anche le immagini….

  5. Come sempre mi appassiono quando leggo o ascolto queste storie che sembrano favole ( beh si sono un bambino dentro ) e non vedo l’ora di leggere il seguito.. complimenti per il blog “fai da te” che, anche se spartano, è comunque molto molto interessante…
    Un bacione

    1. Grazie Giuseppe! Il seguito tra una settimana 🙂 Chissà, magari andando avanti con l’esperienza, riuscirò ad arricchire il sito rendendolo meno “spartano”. Per il momento, sono molto soddisfatta del mio risultato 🙂

  6. Ottimo antipasto di questa tua bellisima inziativa..però ora è venuta fame, attendo la prima portata. Complimenti Maria Alessandra!!

  7. Bello conoscere i retroscena della storia, conditi con “le foto” dell’epoca!
    Inaspettato e ricco il quadro di Maratta, che credo sia lo stesso autore di una natività molto bella (in una chiesa di Roma dalle parti dei Fori Imperiali, se non ricordo male)
    Grazie per l’articolo, aspettiamo la seconda parte…

  8. Articolo che ti porta a conoscere una donna che ha donato tutta se stessa per un amore anche se dopo la vita la porterà da tutta un’altra parte e dover rinunciare all’uomo che più amava, innamorandosi del suo sposo .
    Inoltre ispira una grande curiosità di andare a cercare più sui personaggi di questa storia.
    Grazie per averlo scritto .

    1. Grazie a te per aver letto l’articolo e per lasciato il tuo commento 🙂 Il seguito della storia lo pubblicherò fra una settimana 🙂

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